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GLOSSARIO

IDEM

Il mercato italiano degli strumenti derivati (IDEM) è gestito e regolamentato dalla Borsa Italiana S.p.A. Le negoziazioni avvengono per via telematica per mezzo di un sistema elettronico che consente velocità di esecuzione degli ordini e facilità di accesso agli intermediari. L'IDEM è nato nel 1994 con le negoziazioni sul contratto future relativo all'indice di Borsa MIB 30 (il contratto FIB 30); l'anno successivo sono iniziate le prime negoziazioni in via telematica anche delle opzioni sull'indice MIB 30 (il MIBO 30), cui hanno fatto seguito nel 1996 le opzioni sui singoli titoli azionari e, nel 1998, il contratto di future sull'indice MIDEX. Gli investitori individuali possono accedere agli strumenti derivati negoziati sull'IDEM esclusivamente  rivolgendosi agli intermediari autorizzati ad operare su tale mercato. Tali intermediari, la cui operatività è condizionata da quanto previsto nel Testo Unico della Finanza, appartengono a tre categorie: broker, autorizzati a negoziare esclusivamente per conto dei propri clienti; banche nazionali, autorizzate a negoziare per conto proprio e per quello dei propri clienti; Sim nazionali, autorizzate a negoziare per conto proprio e per quello dei propri clienti.

INDEX LINKED

Strumenti assicurativi che offrono un rendimento agganciato ad un'attività finanziaria sottostante, in particolare un indice di mercato, spesso accompagnati da una garanzia sul capitale investito.

INDICE DI SHARPE

Rappresenta una misura di rendimento corretto per il rischio, basato sul confronto del "maggior rendimento" del fondo rispetto al rendimento di un'attività senza rischio (un bot, un cct...), con la misura del rischio - deviazione dallo standard - del maggior rendimento. L'indice di Sharpe presuppone che si possa separare il problema della scelta del fondo con miglior performance sul mercato da quello relativo alla propensione al rischio dell'investitore. L'indice di Sharpe misura il coefficiente angolare della retta che unisce il rendimento dell'attivitàpriva di rischio con il fondo. La formula matematica dell'indice di Sharpe è:
Sharpe Ratio  = RF (rendimento del fondo) - Rrf (rendimento attività risk free)/ DS (deviazione standard del fondo)
L'indice di Sharpe rappresenta dunque l'affidabilità di un investimento nel tempo e viene calcolato come un rapporto rischio rendimento nel tempo, misurando il rendimento differenziale di un fondo. Più è alto il valore dell'indice di Sharpe e meglio è.

INDICI

Gli indici sono una grandezza rappresentativa dell'andamento dei prezzi dei titoli quotati in Borsa. Cosituiscono  uno strumento di analisi dell'andamento del mercato, ma sono utilizzati anche come strumento di valutazione delle performance, come strumenti di gestione del portafoglio titoli e come sottostante degli strumenti derivati, costituendo così uno strumento di copertura  delle posizioni (hedging) e uno strumento di trading, a patto che siano composti da un numero limitato di titoli molto liquidi. Gli indici costituiscono uno strumento di benchmark: sono usati come parametro di riferimento dai fondi comuni di investimento. Inoltre, oggi, molti fondi di investimento ricorrono alla gestione passiva, investendo proporzionalmente ad un indice di mercato, replicandone la composizione nel proprio portafoglio. Gli indici non sono espressi in unità monetarie ma in funzione di una base, cioè un valore convenzionale che serve a dare continuità all'indice. Si suddividono in diverse categorie: in base alla natura del titolo cui si riferiscono, si distingue tra indici azionari e obbligazionari; in base all'area geografica, si parla di indici nazionali o internazionali. Inoltre, gli indici si distinguono gli uni dagli altri a seconda della modalità con sui sono costruiti.

INSIDER TRADING

Con questa espressione anglosassone si intende l'attività svolta da chi sfrutta le informazioni riservate di cui viene in possesso in ragione della partecipazione al capitale di una società, ovvero dell'esercizio di una funzione, anche pubblica, di una professione o di un ufficio. Il reato si ha indipendentemente dall'aver ottenuto o meno un profitto dalle operazioni compiute, mentre l'acquisizione delle informazioni non deve comportare la violazione di un obbligo di riservatezza o di carattere fiduciario.

INTERMEDIARIO

Intermediario finanziario è chi esegue gli ordini di acquisto e vendita ricevuti dai propri clienti (per conto terzi), in qualità di negoziatore, ricevendo uan commissione per il servizio fornito. La legge n°1 del 2/01/91 individua nella categoria i seguenti soggetti: aziende e istituti di credito autorizzati alla negoziazione di valori mobiliari, società di intermediazione finanziaria (SIM).

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